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Apr

Bevi un caffè e ne paghi due: storia e significato del “caffè sospeso”

Offrire un caffè agli sconosciuti per condividere il buon umore: un’antica e romantica tradizione napoletana, simbolo di gentilezza e solidarietà, tornata di moda con la crisi degli ultimi anni.

«Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo… »

(Luciano de Crescenzo, Il caffè sospeso, Arnoldo Mondadori Editore, 2008).

 

Cos’è e quando è nato il “caffè sospeso”

A Napoli il caffè è sinonimo di felicità. Un caffè c’è sempre, anche quando le tasche sono vuote. Si chiama “caffè sospeso” e la sua origine è stata ampiamente dibattuta.

Secondo Riccardo Pazzaglia, scrittore nato e cresciuto nel rione Sanità, l’usanza nacque agli inizi del Novecento dalle “diatribe” tra amici sulle consumazioni da pagare; nel dubbio si arrotondava in eccesso, pagando un caffè in più a beneficio degli avventori di giornata. Altri esperti di folclore fanno invece risalire l’usanza alla seconda metà dell’Ottocento, presso lo storico Caffè Gambrinus di via Chaia: quando una persona era felice o aveva un lieto evento da festeggiare, beveva un caffè e ne pagava due.

Quel che è certo è che la tradizione, spinta dall’orgoglio di condividere un gesto di solidarietà e ospitalità, prese definitivamente piede negli anni delle guerre, quando le ristrettezze economiche avevano fatto del caffè un vizio che pochi potevano concedersi.

Il caffè sospeso nell’era dei social network

Prendo tre caffè alla volta per risparmiare due mance“, diceva il Cavalier Torquato Pezzella (alias Totò) ne I tartassati. In realtà, pare che il Principe della risata fosse un accanito sostenitore del caffè sospeso, tanto da lasciare pagati 10 caffè al giorno per i bar di Napoli. Il miracolo economico degli anni Cinquanta, poi, mandò nel dimenticatoio questa romantica tradizione. Fino a oggi. Sì, perché la crisi degli ultimi anni ha riportato in auge la consuetudine di pagare un caffè per chi non può permetterselo.

La caffettiera gigante del Gambrinus – La tradizione si è rinnovata proprio dov’era nata: oggi all’ingresso del Gambrinus c’è una caffettiera gigante in cui i clienti lasciano gli scontrini “sospesi”. Clochard e artisti di strada che cercano conforto in un buon caffè possono entrare, prendere uno scontrino dalla moka gigante e ordinare. Il benefattore non sa a chi va il caffè, e chi lo beve non sa chi gliel’ha offerto.

La Rete del Caffè sospeso – Nel 2010, in occasione del 150esimo compleanno del Gambrinus, è nata la Rete del Caffè Sospeso, un network che conta in tutta Italia una sessantina tra bar, festival e associazioni. I fondatori hanno istituito la “Giornata del Caffè Sospeso” ogni 10 dicembre, in concomitanza con la Giornata internazionale dei Diritti Umani. Un modo tutto italiano per festeggiare l’umanità. Oltre a diffondere la tradizione degli scontrini sospesi, la Rete promuove lo scambio di cibo e generi di prima necessità.

Il caffè sospeso nel mondo – Negli anni l’eco di questa usanza ha superato i confini nazionali. Oggi si può lasciare un suspended coffee praticamente in ogni angolo del mondo. Caffetterie di Irlanda, Spagna, Svezia e Brasile hanno aderito alla “Rete”; iniziative simili sono nate anche in Argentina (dove la pratica è chiamata empanada pendiente), Stati Uniti, Canada, Russia e Australia.

 

Dal libro all’espresso per single: tutte le varianti del caffè sospeso

La tradizione del caffè sospeso ha ispirato altre iniziative solidali: dal “pasto sospeso” della Casetta Rossa, nel quartiere romano della Garbatella, al “libro sospeso” della libreria Modus Vivendi di Palermo, passando per la “pizza sospesa” di Oliva, a Napoli.

A Milano c’è il caffè sospeso per single: si paga un caffè in più e si lascia il proprio nickname con una breve descrizione, per essere rintracciati online, nella speranza che a sorseggiare il caffè sia l’anima gemella. All’iniziativa, lanciata dal sito di incontri Meetic, hanno già aderito il Giacomo Caffè di Piazza Duomo e la Pasticceria Cucchi in Corso Genova.

Foto di copertina designed by Freepik


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