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Dove è nata la parola “caffè”?

Lungo le coste orientali del Mar Rosso, intorno al 1000 a.C., si consumava un infuso dall’effetto tonico e risvegliante, ricavato dei frutti verdi di Coffea. L’usanza si diffuse prima nell’entroterra della penisola araba e poi nel Medio Oriente, fino a raggiungere Damasco, dove nel XV secolo nacquero le prime torrefazioni per tostare i chicchi di caffè.

La città di Mokhā (in arabo المخا, al-Mukhā), principale porto dello Yemen e scalo strategico del Mar Rosso, tra il XV e il XVII secolo ospitava il più importante mercato di caffè del mondo. Via mare o sulle rotte carovaniere, i sacchi di caffè raggiungevano tutte le principali città del Medio Oriente. Anche nei secoli successivi, quando il caffè venne esportato e iniziò ad essere coltivato in altre zone del pianeta, i chicchi di Mokhā continuarono ad essere rinomati per l’intenso profumo di cioccolato. Il nome della moca, pregiata qualità di caffè dai grani piccoli e tondeggianti, nasce proprio qui.

Da dove arriva, invece, e qual è il significato originale del nome caffè?

L’etimologia del caffè

L’origine della parola caffè è ricondotta a due ipotesi: la zona geografica in cui la Coffea è stata scoperta e il nome di un’antica bevanda araba.

Gli altipiani di Kaffa

Donna raccoglie caffè in una piantagione di Hosaena, Altopiano di Kaffa, Etiopia – Foto di Georgina Smith / CIAT

Secondo gli storici, la pianta di caffè arrivò in Arabia con le invasioni etiopiche del XIII e XIV secolo. È infatti nelle zone montuose dell’Africa orientale che la Coffea arabica nasce e cresce allo stato spontaneo, nonostante fino al XIX secolo si credeva fosse Mokhā la “patria” del caffè.

Si ritiene che la parola caffè derivi proprio da Kaffa (anche Caffa o Kafa), la regione sud occidentale dell’Etiopia in cui la pianta è stata scoperta. Un piccolo regno abissino ai confini con il Sudan del Sud, dove i fiumi Omo, Gojeb, Ghibie, Gibe e Akobo “incidono” l’altopiano, che culmina a 3686 metri d’altezza con la vetta del monte Holla; tutto intorno, una distesa incontaminata di savana e sprazzi di foreste tropicali. Il mix tra clima temperato e terreni vulcanici tipico di quest’area ha favorito le colture di mais, zenzero, cotone e caffè.

Le tribù locali raccoglievano le bacche di caffè, le facevano seccare, le abbrustolivano e – con l’aggiunta di burro e sale – preparavano pani aromatici da consumare durante i loro spostamenti, un’usanza viva ancora oggi nella popolazione indigena.

C’era una volta il qahwa

Beduino di un tipico villaggio alveare di Aleppo, in Siria, sorseggia il tradizionale caffè amaro murra (1930) – Wikipedia

La teoria secondo cui caffè derivi da Caffa è stata contestata da quanti attribuiscono l’origine del nome a un’antica bevanda araba.

La parola qahwa (قهوة) – che secondo la lessicografia ha assunto in origine diversi significati, “rinvigorente”, “potenza”, “energia”, “mancanza di fame” – identificava un vino rosso liquoroso, dal potere eccitante e stimolante, prodotto col succo di alcuni semi. Col tempo, il termine qahwa è stato progressivamente utilizzato in modo più restrittivo per indicare solo e soltanto la bevanda ricavata dai chicchi di Coffea.

La popolarità del caffè nel mondo islamico beneficiò di due fattori: il divieto del Corano verso gli alcolici e la credenza che la caffeina rendesse i guerrieri più coraggiosi e aggressivi. Con l’influenza ottomana, la parola venne tradotta in lingua turca come kahve. Entrò prima nella lingua olandese come koffie e, nel ‘500, in quella inglese come coffee.

Etimologia e storia del caffè hanno viaggiato a braccetto per più di 600 anni, in un percorso avvolto da supposizioni, teorie e interpretazioni, tutte variamente contestate. Non ci resta, allora, che dare al caffè il significato che più preferiamo!

Immagine di copertina: Bruno Befreetv – Opera personale, CC BY-SA 3.0 – da commons.wikimedia.org


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