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Il caffè allunga la vita? Tutti i benefici e i rischi per la salute

Numerosi studi hanno indagato sul rapporto tra caffè e salute. Alcuni hanno descritto il caffè come un elisir di lunga vita, altri hanno evidenziato i rischi. Gli effetti variano da persona a persona. Per togliere ogni dubbio servono ulteriori ricerche.

Le proprietà benefiche del caffè

Profumato, caldo e cremoso. Un piacere tipicamente italiano, che scaccia la fatica e migliora l’umore. Ma il provvidenziale caffè potrebbe valere molto di più: secondo una serie di ricerche pubblicate da Annals of Internal Medicine, l’amata bevanda sarebbe una panacea di lunga vita contro malattie cardiovascolari, tumori epatici e diabete. Un caffè al giorno equivale ad una mortalità inferiore del 12%; con tre o quattro tazzine quotidiane i rischi scendono del 18%. E questo – per la gioia degli amanti del dec – indipendentemente dal tipo di caffè e da quanta caffeina contiene: l’effetto panacea è garantito anche dal decaffeinato.

Ripercorriamo insieme le più importanti conclusioni sul rapporto caffè-salute emerse negli ultimi anni.

3 caffè al giorno levano il medico di torno

La ricerca condotta dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) e dell’Imperial College di Londra ha coinvolto 520 mila persone in 10 paesi europei. Confrontando i dati sullo stato di salute e sulle cause di mortalità, è emerso che chi beve almeno tre caffè al giorno è meno soggetto a malattie circolatorie e del tratto digerente. Ciò dipende da polifenoli, acido clorogenico, diterpeni e melanoidine, tutte sostanze antiossidanti e antinfiammatorie presenti nel caffè.

Più caffè, meno diabete

Il caffè fa calare del 7% il rischio di contrarre diabete di tipo 2. Sono giunti a questa conclusione una ventina di studi che dal 2002 ad oggi hanno coinvolto complessivamente 500 mila persone: un consumo di caffè abituale e moderato (3-4 tazzine al giorno) diminuirebbe le possibilità di contrarre la malattia, facendo scudo contro l’iperglicemia, regolando il metabolismo del glucosio e normalizzando la produzione di insulina. Più caffè si beve, minore sarebbe il rischio di diabete.

OMS: dal caffè nessun rischio di tumore

L’agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la ricerca sul cancro ha stabilito che il caffè non è associabile al rischio di sviluppare tumori. Smentiti dunque gli studi degli anni ‘90, per i quali il caffè era una potenziale causa di cancro alla vescica. Al contrario, il consumo giornaliero di 3-4 tazzine nelle persone sane è stato valutato dall’OMS come protettivo contro neoplasie dell’utero e del fegato.

Alleato delle donne contro ictus e depressione

L’elenco delle proprietà benefiche del caffè si allunga con la sua azione anti-ictus. Un maxi-studio giapponese, unico nel suo genere e divulgato da Stroke, la rivista dell’American Heart Association, ha rivelato che il consumo abituale (ma moderato) di caffè riduce fino al 25% il rischio di ictus nelle donne. Buone notizie per il gentil sesso anche sul fronte depressione: le donne abituate a bere caffè hanno il 15% in meno di possibilità di sviluppare disturbi dell’umore.

Il caffè fa bene alla memoria e al cuore

Il caffè giova alla memoria e contrasta lo sviluppo di malattie neurodegenerative. In particolare, stando agli studi pubblicati su Nature e sul Journal of Alzheimer’s Disease, la caffeina farebbe miracoli sulla memoria a lungo termine, grazie alla capacità di prevenire gli accumuli nel cervello di proteina amiloide (le cosiddette placche senili, responsabili dell’Alzheimer). Tre tazzine al giorno aiuterebbero a ridurre del 20% il rischio di ammalarsi e a rallentare la malattia nei pazienti affetti da una forma lieve; grazie ai polifenoli, il caffè contrasta anche quei processi infiammatori legati all’invecchiamento che aumentano l’incidenza di malattie cardiovascolari.

Anti-flop in camera da letto

I benefici del caffè arrivano anche in camera da letto: il suo effetto anti-flop fa del caffè una sorta di viagra naturale contro l’impotenza. Nei maschi l’assunzione di caffeina – sottolinea uno studio del 2015 pubblicato dalla Public Library of Science – comporta una riduzione del 42% del rischio di disfunzione erettile e, nelle femmine, un aumento del desiderio, complice l’aumento del flusso di sangue ai genitali. Se è vero che il sesso rende più felici, chissà quanti matrimoni sono salvi grazie al caffè!

 

Caffè, quando è meglio non berlo?

Il caffè, se consumato in quantità eccessive, può avere anche effetti negativi, in particolare sulle persone che soffrono di osteoporosi, ansia, insonnia e problemi di pressione.

Il caffè e le notti in bianco

Che il caffè non fosse il miglior alleato del sonno si sapeva. Chi soffre di insonnia farebbe bene a bere l’ultima tazzina della giornata alle 14, non oltre. Il tempo che l’organismo impiega per smaltire la caffeina varia da persona a persona: il metabolismo può essere più lento o veloce, a seconda della genetica e dello stato di salute generale. L’unico modo per andar sul sicuro con le tazzine pomeridiane? Il decaffeinato.

In gravidanza non più di 3 tazzine al giorno

Le donne in gravidanza devono bere caffè con moderazione e buonsenso. Più di 3 tazzine al giorno possono causare un’alterazione dell’attività vascolare della placenta e, nei casi peggiori, restrizioni della crescita fetale, con un aumento del rischio di aborto. L’OMS e le principali organizzazioni sanitarie internazionali raccomandano alle future mamme di non superare i 300 milligrammi di caffè al giorno.

Tanti caffè causano attacchi di ansia?

Pare che la caffeina diminuisca i livelli dell’acido y-amminobutirrico (GABA), un neurotrasmettitore primario del cervello che ha il compito di regolare gli effetti di cortisolo e epinebrina, gli ormoni dello stress. Bassi livelli di GABA possono causare ansia e disturbi dell’umore. Chi vive un momento particolarmente stressante o uno stato di ansia patologico dovrebbe limitare il consumo di caffeina.

Caffè e reflusso gastroesofageo

L’acidità del caffè, nelle persone sane, stimola l’apparato digerente. Al contrario, nei soggetti già affetti da gastrite, ulcera gastroduodenale o colon irritabile, può causare fastidiosi bruciori di stomaco e reflusso. Chi ha questi problemi deve rinunciare a quegli alimenti che si accaniscono sulla mucosa già infiammata: cioccolata, caffè, thè, coca cola e bibite energetiche rientrano sicuramente tra questi.

Salute delle ossa: le bevande da evitare

Più di 2 tazzine di caffè al giorno possono interferire con l’assorbimento di calcio e di vitamina D da parte dell’organismo, aumentando di conseguenza il rischio di fratture, specialmente nelle donne dopo la menopausa e nelle persone anziane affette da osteoporosi. Il consumo regolare di bevande a base di caffeina (caffè, ma anche thè e cola) può avere effetti negativi sulla densità minerale ossea.

 

Quanto caffè posso bere? I consigli degli esperti

Il consumo moderato di caffè comporta più benefici che danni, almeno nelle persone sane che non devono seguire specifiche indicazioni dietetiche e non sono affette da particolari patologie. Molti rischi – pensiamo ad esempio al glaucoma o al tumore all’esofago, causato dall’abitudine a consumare bibite bollenti – sono davvero tali soltanto se del caffè si abusa oltre i limiti del buonsenso.

La scienza, al netto dei risultati già raggiunti, deve ancora fare passi da gigante per decifrare la correlazione tra caffè e alcune malattie. Il rapporto è abbastanza conflittuale: da una parte si rincorrono ricerche che evidenziano i suoi effetti provvidenziali, dall’altra c’è chi mette in guardia da quelli negativi.

Gli esperti consigliano di bere tranquillamente il caffè. La razione sicura? Cinque tazzine di espresso al giorno, se non ci sono problemi di cuore, di ossa deboli, di insonnia e gastrite, o in caso di gravidanza; sotto questo limite, i benefici sembrano superare di gran lunga i rischi.

Foto di copertina da pixabay.com


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