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Nov

Il caffè tiene svegli, anzi no: la scoperta del “pisolino da caffè”

Gli scienziati: un caffè prima del riposino pomeridiano concilia il sonno e rigenera la mente.

 

C’è chi ha problemi con la caffeina. E chi senza.

Per molti è la sola arma per liberarsi dalle braccia di Morfeo. Ci sono persone che dopo un caffè nel tardo pomeriggio o in serata non riescono a prendere sonno, altre che lo bevono dopo cena e dormono a meraviglia. Stessa tazzina, effetti opposti: chi sogna beato e chi conta le pecore.

Perché?

Semplicemente, il caffè ha effetti diversi da persona a persona. Dipende dalla genetica e al metabolismo. Un giorno si arriverà a stabilire la quantità di caffè “biologica” personalizzata, in modo da godere dei soli effetti positivi del caffè. Eppure, una cosa sembra già accomunare tutti, almeno secondo i ricercatori britannici della Loughborough University.

Caffè e sonnolenza, l’effetto contrario

La notizia è interessante, specialmente per chi ha l’abitudine di sorseggiarlo dopo il sonnellino pomeridiano: il caffè va bevuto prima. Per svegliarsi riposati, ricaricati e concentrati.

Eterno alleato contro i momenti di stanchezza, il caffè può facilitare e migliorare il sonno. Dalla paradossale rivelazione dell’Università inglese è stata coniata l’espressione coffee nap: il pisolino da caffè.

I ricercatori, durante una ricerca sulla guida in stato di privazione di sonno, hanno scoperto che i partecipanti, prendendo un caffè e addormentandosi subito, si sentivano al risveglio molto più energici di prima. Quanto ad allerta e riflessi, la formula pisolino + caffè ha battuto tutte le altre.

 

Bere caffè impedisce di dormire.
Per contro, il dormire impedisce di bere caffè.
(Philippe Geluck)

 

Il corpo impiega circa 20 minuti per avvertire gli effetti della caffeina: chi si appisola immediatamente dopo un caffè, dorme meravigliosamente. E al risveglio gode di tutti gli effetti stimolanti e tonificanti della caffeina.

Sonno e caffè: la strana coppia

Com’è possibile? Pare che tutto dipenda dall’adenosina, un composto chimico che induce sonnolenza; si accumula nel cervello da svegli e si dissipa mentre si dorme. È questo neurotrasmettitore che ci fa sentire stanchi e intorpiditi dopo un sonno troppo breve. La caffeina è un suo inibitore: va a riempire i recettori nel cervello che normalmente vengono occupati dalla molecola dell’adenosina. Un pisolino di 15-20 minuti, che termina appena inizia l’effetto della caffeina, libera dagli effetti dell’adenosina. Dopo ci si sente più reattivi, tonificati e scattanti che mai.

Non finisce qui. Un studio giapponese ha anche evidenziato come le persone che hanno sostenuto test di memoria dopo un coffee nap abbiano performato molto meglio rispetto a quelle che avevano dormito senza bere prima il caffè, o che lo avevano bevuto senza poi dormire.

 

Caffè o riposino?

Che il caffè non faccia dormire è ormai luogo comune: chi soffre di insonnia non dovrebbe berlo dopo le 2 del pomeriggio, e in ogni caso non superare le 3-4 tazzine al giorno.

Ma dopo pranzo, caffè o riposino? Tutti e due.

La formula migliore è unire una piccola dormita ad una tazzina di buon caffè. Presa prima – e non dopo! – il sonnellino, rende il sonno piacevole e più rigenerante. Il segreto? Riuscire ad addormentarsi prima che la caffeina faccia effetto…


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