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Un espresso con l’artista: i caffè letterari più belli e famosi del mondo

Non senza ragione è che taluni scrittori hanno chiamato il caffè una bevanda intellettuale. L’uso per così dire generale, che ne fanno gli uomini di lettere, i dotti, gli artisti, in una parola tutte le persone delle quali i lavori esigono un’attività particolare dell’organo pensante.
(Pierre Jean Georges Cabanis)

Caffè e letteratura, un binomio da sempre inseparabile. Sparse nel mondo – da Parigi a Napoli, dalla Russia al Portogallo – ci sono caffetterie che sono state un angolo di ispirazione e rifugio per romanzieri e poeti. Posti scelti per scrivere, chiacchierare e parlare di arte gustando una buona tazzina di caffè. Alcuni semplici e accoglienti, altri più eleganti e raffinati.

Divenuti celebri per le frequentazioni, molti di questi locali sono considerati oggi un patrimonio culturale da proteggere e custodire. Un crocevia tra passato e presente, tra letteratura e memoria.

Partiamo insieme per un viaggio tra gli affascinanti Café Letterari che hanno ispirato i più grandi autori dell’epoca moderna.

La Rotonde, Parigi

All’angolo tra boulevard Montparnasse e boulevard Raspail, a Parigi, si entra nel Café La Rotonde, aperto nel 1911 e frequentato da artisti del calibro di Amedeo Modigliani, Henri Matisse, Pablo Picasso ed Ernest Hemingway. Lo stesso Hemingway ne ricostruisce l’atmosfera jazz nel malinconico Fiesta (The Sun Also Rises), il suo primo romanzo. Nel corso degli anni La Rotonde è stata rinnovata e oggi i suoi locali sono molto più grandi di allora; come in passato, regna uno stile bohémien che attrae tanti intellettuali parigini.

Literary Café, San Pietroburgo

Situato sulla Nevskij Prospekt, la via principale di San Pietroburgo, il Literaturnoe Kafe è noto per aver ospitato due tra i più grandi scrittori russi di sempre, Fëdor Dostoevskij e Aleksandr Puškin. Proprio quest’ultimo sorseggiò al Literary il suo ultimo caffè, prima di essere ferito a morte dal barone francese Georges d’Anthès, sfidato a duello l’8 febbraio 1837 per un presunto intrigo amoroso tra il figlio adottivo di d’Anthès e la moglie del poeta. Oggi la statua in cera di Puškin siede ad un tavolino del café, mentre i camerieri servono ai clienti piatti tradizionali russi ed europei.

Statua di cera di Pushkin al Literary Café di San Pietroburgo – foto di Ninaras – Own work, CC BY 4.0 – Wikipedia

 

Antico Caffè Greco, Roma

Il più antico café di Roma, fondato da un emigrante greco al civico 86 dell’elegantissima via Condotti. Dall’apertura nel 1760 le sue quattro sale, ricche di tavolini in marmo, specchi e divani vellutati, sono diventate punto di ritrovo di intellettuali e scrittori. Da Stendhal a Lord Byron, da Schopenhauer a Ibsen, passando per Andersen, Keats, Goethe e Ludwig di Baviera. Nei primi del Novecento la terza saletta divenne ritrovo di politici, tanto che si diffuse il detto “in politica come in arte bisogna venire a patti con la Terza Saletta“. Oggi, grazie anche ad una galleria d’arte con oltre 300 opere esposte, il locale attrae migliaia di turisti.

Dipinto di Ludwig Passini – Artista nell’Antico Caffè Greco a Roma 1. Hamburger Kunsthalle 2. Bildindex der Kunst und Architektur, oggetto 20146447 – Dominio Pubblico – Wikipedia

Cafè A Brasileira, Lisbona

Fernando Pessoa amava incontrare gli amici letterati al Brasileira, un locale immerso nella malinconica e anacronistica Rua Garrett, nel Chiado, storico quartiere della capitale portoghese. Il Café, celebre per i suoi caratteristici tavolini esagonali e le decorazioni Art déco, venne inaugurato nel 1905 per tostare e vendere il vero caffè brasiliano del Minas Gerais; solo nel 1922 venne trasformato in bar. Fu il primo a servire la bica, un caffè dall’aroma particolarmente forte e intenso. Dal 1988 una statua in bronzo di Pessoa siede davanti al bar, che è stato classificato dalle autorità portoghesi patrimonio architettonico nazionale.

Statua di Pessoa – foto di SchiDD – Own work, CC BY 3.0 – Wikipedia

Caffè Gambrinus, Napoli

Fu qui che nacque il caffè sospeso, l’abitudine di lasciare pagato un caffè per le persone meno abbienti. Una tradizione ottocentesca che ancora oggi, nei periodi di crisi, si rinnova puntualmente. Oscar Wilde, Gabriele D’Annunzio e Jean Paul Sartre sono solo alcuni tra i grandi che hanno amato lo stile liberty e il tipico caffè con tre cucchiaini di panna del Gambrinus, simbolo della vita mondana, culturale e letteraria della Belle Époque napoletana. Costretto a chiudere nel 1938 perché considerato un ritrovo antifascista, è stato riaperto e riportato agli antichi fasti negli anni Settanta. All’ingresso giace la gigante caffettiera in cui lasciare gli scontrini “sospesi”.

Di Michele Sergio – Gran Caffè Gambrinus, CC BY-SA 3.0 – Wikipedia

 

Café New York, Budapest

La leggenda vuole che Ferenc Molnár, autore del celebre I ragazzi della via Pal, gettò le chiavi del Café tra i flutti del Danubio, nella speranza che non chiudesse mai. Aperto nel 1894 in una delle arterie più vitali e animate della città, è stato da sempre punto di riferimento per i nobili rampolli dell’intellighenzia magiara. Oggi come allora è considerato il bar più bello del mondo: è celebre per lo sfarzo degli arredi in stile Neobarocco e Rococò – retaggio del passato asburgico -, la bontà dei dolci, gli affreschi che ricoprono i soffitti, la musica leggera di sottofondo e l’atmosfera accogliente. Letterati ungheresi del calibro di Zsigmond Móricz e Gyula Krúdy scrissero al Café New York le loro prime opere.

Foto da progressiveproductions.eu

Caffè Florian, Venezia

La caffetteria più antica d’Italia e forse la più antica al mondo – si contende il titolo con la Procope di Parigi – dal 1720 è tappa obbligata in Piazza San Marco. Le sue piccole e caratteristiche salette, piene di specchi, quadri e tavolini in marmo, hanno ospitato Goldoni, Dickens, Proust, Rousseau, Foscolo e… Casanova, che pare frequentasse il locale per “rimorchiare” senza scrupoli le più belle fanciulle della città. Scrittori e intellettuali hanno sempre amato il Caffè Florian per l’affascinante atmosfera, l’eleganza degli interni e, ovviamente, la posizione unica al mondo. Qui, nel 1890, fu ideata la prima Esposizione Internazionale d’Arte, l’attuale Biennale di Venezia.

Foto di Giorgio Minguzzi – Italia – CC BY-SA 2.0 – Wikipedia

The Elephant House, Edimburgo

Un piccolo e simpatico locale dedicato agli elefanti: tanto semplice e accogliente quanto curioso! Sarà l’atmosfera vittoriana, la vista sul Castello di Edimburgo o la presenza di tanti college nei dintorni ad aver ispirato Joanne Kathleen Rowling, che seduta al The Elephant House durante le pause pranzo (all’epoca lavorava come segretaria ad Amnesty International) iniziò a scrivere il primo capitolo di “Harry Potter”, il principio di una delle saghe più amate e redditizie di sempre. Nonostante l’inaspettata popolarità i proprietari sono rimasti fedeli agli elefanti e non hanno dato al locale un’ambientazione “commerciale” e potteriana. L’insegna in vetrina con scritto “Birthplace of Harry Potter” è l’unica traccia del passaggio del maghetto di Hogwarts.

Foto di Ken Eckert – CC BY-SA 4.0 – Wikipedia


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