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Caffè americano, la ricetta originale e i miti da sfatare

“Agli italiani non piacciono le tazze di plastica. Nemmeno considerano la possibilità di bere il caffè mentre camminano o guidano”

Così, nel 2015, rispondeva il presidente di una celeberrima catena di caffetterie statunitense, alla domanda sul perché non aprisse in Italia.

A quasi tre anni di distanza, alcune cose stanno iniziando a cambiare.

Vuoi per tornare ai piccoli gesti di quell’indimenticabile viaggio a New York, vuoi per l’appeal delle serie tv d’Oltreoceano, che ci raccontano di medici, detective e donne in carriera, che sfrecciano per le via di Manhattan o indagano della penombra dei loro uffici con l’immancabile bicchierone fumante tra le mani, il caffé americano ha iniziato a fare breccia nelle abitudini di molti di noi.

Proprio così. E ora che questa bevanda sta diventando sempre più di tendenza, è arrivato il momento di rispondere a qualche curiosità sulla sua preparazione. Spesso sentiamo parlare di caffè americano, caffè all’americana e caffè filtro. Sono la stessa cosa? Come si prepara il vero caffè americano? Quali sono gli ingredienti e le dosi? Facciamo un po’ di chiarezza.

Il Caffè americano… made in Italy?

Il caffè americano che beviamo nella stragrande maggioranza dei nostri bar altro non è che un caffè espresso allungato con acqua bollente. Non si tratta del vero caffè americano ma soltanto del suo “italico adattamento”. Curioso, vero?

Durante la Seconda Guerra Mondiale i soldati statunitensi di servizio in Italia non tolleravano il nostro espresso. Troppo concentrato, too strong, dicevano. Così, iniziarono a diluirlo nell’acqua calda. La trovata divenne una sorta di moda e attraversò tutta la Penisola, da Nord a Sud, passando di reggimento in reggimento. Oggi molti bar, pur di accontentare il cliente, preparano il caffè americano nello stesso modo. Le caffetterie che servono il vero caffè lungo americano, nonostante siano sempre di più e sempre più apprezzate, soprattutto dai giovani, sono ancora in netta minoranza.

Filtered Coffee, il vero caffè all’americana

Il vero americano è, sostanzialmente, un caffè filtrato. Negli States è chiamato in modi differenti – filtered coffee, brewed coffee, ground coffee, pour over coffee – in base ai diversi metodi di realizzazione. Fondamentalmente si prepara in due modi: tramite filtro, con un’apposita macchinetta che fa gocciolare l’acqua bollente sul caffè macinato, o tramite infusione, immergendo il caffè nell’acqua calda e filtrando in seguito.

La macinatura è fondamentale quasi quanto la qualità della materia prima. Se troppo grossa, il caffè realizzato in questo modo avrà un gusto debole, se esageratamente fine, sarà troppo amaro.

Caffè all’americana: do it yourself!

Il filtered coffee americano si può preparare anche a casa, in modo semplice e veloce. Basta avere l’apposita macchinetta – si può trovare in alcuni supermercati oppure online per poche decine di euro – e del buon caffè, possibilmente macinato grossolanamente. Si carica d’acqua il serbatoio, si posiziona il caffè sul filtro, si accende e… il gioco è fatto!

In alternativa si possono acquistare le bustine monoporzione e preparare il caffè americano proprio come il thè. Nei mesi più caldi si beve iced, utilizzando acqua fredda invece che calda.

Hai voglia di un american coffee dall’aroma più deciso, o semplicemente più goloso? Basta cambiare le dosi e sperimentare, magari con una spolverata di cacao, zucchero o cannella. Negli States spopolano le versioni aromatizzate alla vaniglia, al cioccolato e alla nocciola. I newyorkesi vanno matti per il caffè con latte e crema.

Espresso e caffè americano: così diversi, così vicini

In Italia il caffè è un rito. Un momento di pausa, di ricarica. Un attimo di puro godimento. Per gli americani è invece una “semplice” bevanda. Da bere per strada, camminando, o in metropolitana, mentre si va in ufficio. Una sorta di drink da asporto, che si consuma nei tipici bicchieri di cartone, talvolta con coperchio e cannuccia. Insomma, c’è una differenza culturale, prima ancora che “gastronomica”.

Erroneamente si pensa che il caffè all’americana sia meno forte e che abbia meno caffeina dell’espresso. A pari quantità, è vero, perché è più lungo e meno concentrato. Ma si consuma in dosi decisamente superiori e l’assunzione di caffeina, alla fine, è pressoché identica.

È il caffè più bevuto al mondo: in Italia molti stanno iniziando ad apprezzarlo, altri lo reputano acqua sporca. Di questi ultimi, però, molti hanno provato solo la versione “diluita” brevettata dai Marines. È inutile negarlo, c’è una gran bella differenza. E tu, da che parte stai?


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