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Feb

Tutto sul caffè verde, il caffè non tostato che fa impazzire i salutisti

Il color smeraldo, le proprietà benefiche e i sedicenti effetti dimagranti hanno suscitato grande curiosità attorno al caffè verde, un infuso che in poco tempo ha scalzato nei gradimenti il più noto thè verde.

Ne hanno parlato riviste, siti di cucina e benessere, esperti (o pseudo-tali): il caffè verde è stato osannato come l’ultima frontiera delle diete dimagranti. A questa bevanda sono stati attribuiti diversi effetti benefici per la salute, tra cui proprietà antiossidanti, antitumorali e ipocaloriche.

Quanto c’è di vero? Quali sono i reali effetti del caffè verde?
Per rispondere, facciamo un passo indietro per scoprire caratteristiche, benefici e controindicazioni della bevanda del momento.

Che cos’è il caffè verde?

Il caffè verde è il caffè non tostato. Per questo è anche chiamato caffè verde crudo.

I chicchi freschi contenuti nel frutto della pianta di caffè – la Coffea arabica è la specie da cui si ottiene il miglior caffè verde crudo – hanno un caratteristico colore verde: molto brillante appena raccolti, dalla tonalità leggermente più pallida dopo l’essiccazione. Quelli destinati alla produzione di caffè verde invece di essere tostati vengono macinati ancora crudi.

Il macinato verde così ricavato (solo i chicchi tostati diventano neri) viene utilizzato per preparare il caffè verde infuso: si trova in farmacia e in erboristeria, anche in capsule.

Il caffè verde contiene caffeina?

La mancata torrefazione cambia le proprietà del chicco di caffè.

Innanzitutto, la caffeina. Nel caffè verde è presente in minore quantità che in quello tostato ma – restando legata alle molecole di acido clorogenico – viene assorbita più lentamente e rimane in circolo più a lungo nell’organismo. Nel caffè “nero” la caffeina agisce entro mezzora, risvegliandoci tutto d’un colpo: l’effetto però svanisce nel giro di poche ore. Nel caffè verde viene rilasciata gradualmente e rimane di più nel sangue, prolungando l’effetto stimolante.

Senza “cottura”, i chicchi rimangono duri, coriacei e più difficili da polverizzare con strumenti tradizionali. Motivo per cui il caffè verde (o dovremmo chiamarlo caffè non tostato?) viene prodotto quasi esclusivamente da aziende farmaceutico-erboristiche, con macchinari industriali, e non dalle piccole realtà artigiane.

Effetti del caffè verde

Che il caffè verde porti al nostro organismo benefici su più fronti è stato ampiamente dimostrato da molte ricerche scientifiche. Buone notizie, in particolare, per coloro che soffrono di diabete e per chi deve tenere sotto controllo i valori di glucosio nel sangue. Tra le azioni positive del caffè verde, spiccano infatti:

il controllo della glicemia
il caffè verde diminuisce la quantità di zuccheri assorbiti dalla mucosa intestinale; grazie all’alta percentuale di acido clorogenico diminuisce anche la formazione di glucosio a livello epatico.
l’azione antiossidante e antinfiammatoria
il caffè verde non tostato ritarda i processi di ossidazione in modo 4 volte più efficace del thè verde: l’azione combinata dell’acido clorogenico, omega 3 e omega 6, delle molecole antiossidanti e delle vitamine del gruppo B neutralizza i radicali liberi, contrasta l’invecchiamento cellulare e migliora le difese immunitarie.
il metabolismo dei grassi
la caffeina appartiene al gruppo delle metilxantine, sostanze con un importante effetto lipidico: sciolgono gli adipociti e liberano il tessuto adiposo dagli acidi grassi, che vengono rimessi in circolo per poi essere smaltiti.

Inoltre, proprio perché non subiscono il processo di torrefazione, i chicchi di caffè verde conservano molti più sali minerali, polifenoli e vitamine rispetto al caffè tostato. Il caffè verde crudo è anche meno acido dell’espresso e meno lesivo nei confronti dello stomaco. Grazie al lento assorbimento e al rilascio prolungato di caffeina, questa bevanda funziona come un diesel per stimolare l’attività cerebrale e aumentare la soglia di attenzione. Ha un sapore lievemente amarognolo ed erbaceo, meno forte dell’espresso, più simile al thè che al caffè.

Il caffè verde fa dimagrire?

Non esistono in natura sostanze miracolose capaci, da sole, di far perdere peso. Anche il caffè verde, nonostante le proprietà lipolitiche dirette, può poco o nulla se non coadiuvato da un regime alimentare corretto e da un esercizio fisico equilibrato.

Lo studio condotto nel 2012 dall’University of Pennsylvania di Philadelphia ha portato alla ribalta le proprietà dimagranti del caffè non tostato: le metilxantine sono effettivamente in grado di sciogliere le cellule adipose riducendone le dimensioni, e di limitare l’assorbimento dei grassi, rimettendo in circolo quelli rilasciati dal tessuto adiposo: per essere davvero smaltiti, però, questi grassi devono essere metabolizzati con un’adeguata attività fisica, con una dieta ipocalorica ben bilanciata e con sane abitudini di vita. Nessun integratore, da solo, può miracolosamente bruciare i chili in eccesso. Una tazza di caffè verde a colazione, o dopo i pasti, risveglia dal torpore e facilita la digestione, ma non autorizza facili illusioni dimagranti.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) si è pronunciata in modo cauto sugli effetti dimagranti del caffè verde e della caffeina in genere: i dati esaminati non sarebbero indicativi abbastanza per dimostrare la correlazione tra perdita di peso e acido clorogenico. L’infuso di caffè verde non tostato è efficace solo con una attività fisica e un regime calorico adeguati. Anche l’azione ipoglicemizzante dell’acido clorogenico varierebbe da persona a persona. Non è scontato che raggiunga sempre effetti degni di nota come dimagrante.


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